24 giugno 2016

Comunicato Stampa Premio LO STRANiERO 2016

Castello Pasquini – Castiglioncello (LI)

Premio Lo Straniero 3 luglio 2016

 

Gli attori Valerio Mastandrea, Luca Marinelli (Non essere cattivo e Lo chiamavano Jeeg Robot) Alessandro Borghi (Non essere cattivo e Suburra), lo scrittore e sceneggiatore Giordano Meacci (Non essere cattivo), il regista  Gianfranco Rosi (Fuocoammare), la scrittrice e traduttrice Serena Vitale (Il bottone di Puskin e il recente Il defunto odiava i pettegolezzi che investiga sulla morte di Majakovskij), la scrittrice ed editrice  Laura Lepetit Maltini, Brunello Leone (uno degli ultimi Pulcinella) Chiara Guidi (Societas Raffaello Sanzio),  la compagnia Sacchi di sabbia, lo scrittore a fumetti Davide Reviati e il gruppo di giovani architetti Albori sono i vincitori del Premio Lo Straniero che i redattori e collaboratori della rivista “Lo straniero” assegnano ogni anno ad artisti, operatori, studiosi attivi nei più vari campi del lavoro culturale e dell’intervento sociale, che il festival Inequilibrio ospita per il secondo anno. Ancora una volta, il momento del premio è un modo per incontrarsi e conoscersi, utile ai premiati, ai giurati e al pubblico che assisterà alla cerimonia, che intende essere essenzialmente una festa dell’incontro. “La scelta delle persone e delle iniziative da premiare- afferma la giuria del Premio- non è, in verità, mai stata difficile: non sono poche le persone e i gruppi che, nel nostro paese, sanno quello che vogliono e sanno agire di conseguenza, proponendo buone opere di letteratura, cinema, teatro, ma anche lavorando sulla città, fondando imprese di aiuto al prossimo che ne ha bisogno non vaghe e approssimate, conformiste e opportuniste, e cercando amici e compagni, tra i lettori, gli spettatori, i colleghi, nella città”.

Anche quest’anno la cerimonia di premiazione sarà preceduta da una serie di incontri con i premiati. Sabato 2 luglio, alle ore 11 si parlerà di “VIVERE LE CITTÀ: SCUOLE E TEATRO, ESPERIMENTI SUI CONFINI E SU COME ATTRAVERSARLI”, con Chiara Guidi regista e attrice – Premio Lo straniero 2016, Brunello Leone regista e attore – Premio Lo Straniero 2016, Rodolfo Sacchettini redazione di Lo Straniero e Presidente Associazione Teatrale Pistoiese, Renata Palminiello regista e attrice – Residenze artistiche Armunia – Progetto Scuole,  Manfredi Perego danzatore e coreografo, Residenze artistiche Armunia – Progetto Scuole, Luca Mori ricercatore di filosofia, coordinatore per Armunia del progetto scuole, Veronica Moretti Ass. Politiche Educative e Scolastiche, Comune di Rosignano Marittimo e Angela Fumarola Co-Direzione artistica di Armunia. L’incontro sarà coordinato da Vincenzo Brogi Presidente di Armunia. Domenica 3 luglio, sempre alle 11.00 il programma prevede la Consegna del Premio Lo STRANIERO, alle ore 16.00 si parlerà di “C’È CINEMA E CINEMA” con Valerio Mastandrea Attore, regista e produttore – Premio Lo Straniero 2016, Giordano Meacci scrittore e sceneggiatore – Premio Lo Straniero 2016, Gianfranco Rosi regista – Premio Lo Straniero 2016, Goffedo Fofi Direttore di Lo Straniero, Claudio Giovannesi regista. Coordina Alice Rohrwacher regista e attrice e Dario Zonta produttore. Alle ore 16.00 è in programma l’incontro “VIVERE LE CITTÀ: SPAZI SOCIALI, RIQUALIFICAZIONE URBANA E PROGETTI DI RESIDENZA ARTISTICA” con Giacomo Borella architetto, Studio Albori Architetti Associati – Premio Lo Straniero 2016, Giovanni Guerrieri regista e attore compagnia Sacchi di Sabbia – Premio Lo straniero 2016, Piergiorgio Giacchè antropologo, redazione di Lo Straniero, Cristina Pancini Associazione Culturale Agaveteatro – Progetto “Città futura” Armunia, Francesca della Monica musicista e vocalista – Progetto “Paesaggi sonori” Armunia, Margherita Pia Ass. Programmazione del territorio, Comune di Rosignano Marittimo, Fabio Masi Co-Direzione artistica di Armunia, introduce Vincenzo Brogi Presidente di Armunia, coordina Carolina Mariti consiglio di amministrazione di Armunia. Alle ore 18.00, si parlerà dell’ARTE DEL FUMETTO in un incontro organizzato in collaborazione con il Comune di Rosignano Marittimo, Assessorato alla Cultura, in occasione della mostra Fumetto italiano “Cinquant’anni di romanzi disegnati”, che si terrà a Castello Pasquini dal 16 luglio al 4 settembre 2016. All’incontro parteciperanno Davide Reviati scrittore e disegnatore – Premio Lo Straniero 2016, Paolo Barcucci Curatore della mostra, Licia Montagnani, Ass. Politiche Culturali Comune di Rosignano Marittimo. Coordina Alessio Trabacchini, Redazione di Lo Straniero.

 

I premiati e le motivazioni:

Albori. Nato nel 1993 per iniziativa di Giacomo Borella, Emanuele Almagioni e Francesca Pies, questo gruppo di giovani architetti si è caratterizzato, in assoluta controtendenza rispetto alla megalomania delle archistar e al cinismo della progettistica istituzionale, per un lavoro su piccola scala e per l’attenzione ai legami tra un’idea di case e quartieri vivibili e armonici pensati in stretto rapporto ai grandi temi dell’energia e dell’ambiente. Una risposta attiva e sapiente, che ha dei corrispettivi in altre nazioni assai più che in Italia, e che risponde alle necessità di un’epoca di mutazioni radicali e di invadente e spesso mostruosa aggressione nei confronti dei bisogni primari dell’uomo e della vivibilità delle nostre città.

 

Alessandro Borghi. Tra tv e cinema, Sandro Borghi si è affermato in tv e in cinema (in particolare in Non essere cattivo e, in un ruolo completamente diverso in Suburra) come uno dei nostri migliori attori. Egli sa dare ai suoi ruoli una fisicità e una espressività del tutto insoliti per la recente, e mediocre, tradizione italiana dell’attore di cinema. Pronto al lavoro di gruppo, attento e ricettivo rispetto alle tensioni dell’epoca, intelligente e generoso, è una presenza attiva e rassicurante in un contesto di superficiale e insipido mestiere.

 

Chiara Guidi. Venuta dalla Societas Raffaello Sanzio, Chiara Guidi si è costruita uno spazio unico nel mondo dello spettacolo e insieme in quello della vera pedagogia, ideando, costruendo, dirigendo spettacoli per bambini di una intensità unica, non soltanto in Italia. Il suo nome è legato alla rivisitazione di antiche e archetipiche fiabe, attuata con la convinzione di una perennità delle emozioni che esse possono suscitare, coinvolgenti e catartiche. La sua più nota realizzazione, in cui gli spettatori bambini e quelli adulti sono partecipi alla pari, è Buchettino, che ha avuto più interpreti sempre bravissime. Chiara è anche una delle ideatrice e animatrici a Cesena di un piccolo festival di mirabile semplicità e apertura, Puerilia.

 

Brunello Leone. Ancora studente, si è accostato con curiosità e passione al mondo delle guarattelle napoletane facendosi allievo di un vecchio e grande maestro, Nunzio Zampella, e portando nel teatro di burattini, insieme al rispetto di un’immensa tradizione popolare e all’invenzione di nuove situazioni la conoscenza etnografica della profondità di significati che ha caratterizzato la maschera di Pulcinella, un tramite col mistero della morte ma anche l’espressione di una infanzia del mondo continuamente risorgente. È un esempio unico nell’Europa di oggi di un’arte che dura nel tempo e che non deve morire.

 

Laura Lepetit Maltini. La sua recente Autobiografia di una femminista distratta ha fatto conoscere anche a chi non la conosceva uno dei personaggi più interessanti e vitali del mondo dell’editoria, della cui storia recente sono state delle donne le più coraggiose protagoniste, a Milano e non solo. Fondatrice con i coniugi Gandini di Milano Libri e della rivista “Linus”, un’iniziativa centrale nella storia delle culture giovanili, membro attivo di dirompenti gruppi femministi, ha fondato e diretto La tartaruga, che ha pubblicato le grandi scrittrici, Woolf e Stein, Compton Burnett e Lessing, Gordimer e Lispector, Masino e Banti e altre nostre contemporanee.

 

Luca Marinelli. Lo abbiamo apprezzato in teatro, ad esempio a fianco di Carlo Cecchi in un memorabile Sogno di una notte d’estate. e al cinema, ad esempio in Non essere cattivo, la sua interpretazione più impressionante e più complessa, più delicata e più difficile nel ruolo di un Accattone dei nostri giorni, ma anche in un ruolo assai diverso in Lo chiamavano Jeeg Robot, impressionati dalla sua bravura e dalla sua misura. Oltre ogni scuola, Marinelli porta nelle sue incarnazioni la forza vitale di una verità e sensibilità che sono indiscutibilmente del nostro tempo e della sue incertezze.

 

Valerio Mastandrea. È qualcosa di più di un bravo attore, è una figura di punta del nostro cinema, è un instancabile animatore di iniziative e di avventure che affrontano e a volte aggrediscono il mondo del cinema con la convinzione di un progetto più vasto, più sociale e più radicale. Attore multiforme, ma nel segno di una semplicità e immediatezza che lo collegano alla nostra migliore tradizione cinematografica, quella degli anni sessanta, gli si deve la fondazione di una periferica e ostinata scuola di cinema e l’intervento organizzativo e produttivo che ha permesso a Claudio Caligari la realizzazione del suo ultimo film, un capolavoro, Non essere cattivo.

 

Giordano Meacci. Tra i nostri ultimi scrittori, è uno dei più colti e nello stesso tempo dei più radicati nel contesto di un’Italia scombinata che non sa più bene cos’è e tanto meno cosa vuole o potrebbe essere. Sperimentatore di linguaggi, esploratore di possibilità, dopo Fuori i secondi e Tutto quello che posso ha scritto il romanzo italiano più complesso e intrigante di questi anni, Il cinghiale che uccise Liberty Valance, di mirabolante invenzione e libertà. Esploratore delle possibilità che ha la letteratura di evocare e costruire mondi variamente “istruttivi”, è stato, in qualità di sceneggiatore, anche lui un degno membro delle “banda” di Non essere cattivo.

 

Davide Reviati. Si è imposto con Morto di sonno e, a distanza di sette anni, con Sputa tre volte, editi dalla benemerita Coconino Press, come interprete a fumetti del mondo dell’infanzia e dell’adolescenza: quello da cui viene, ravennate e proletario, ma che è anche quello di buona parte del pianeta. I suoi sono romanzi di formazione nei quali si cresce confrontandosi con le difficoltà dell’esistenza, con il bisogno, con le fatiche degli adulti, con l’ingiustizia della società e infine con i diversi, che in Sputa tre volte sono i rom. Il segno agile e mosso di Reviati, tra bianco e nero e colore, sa cogliere l’intimo e il chiaro, i dilemmi e gli istinti dei singoli protagonisti, tra tenerezza e violenza.

 

Gianfranco Rosi. Tra l’Italia e gli Stati Uniti, le sue due patrie, Gianfranco Rosi ha diretto con mano ferma e sguardo sincero alcuni capisaldi del nuovo cinema documentario, Below sea level, El sicario – Room 64, Sacro GRA e infine Fuocoammare, gallerie di ritratti incisi ora con sguardo impassibile e ora partecipe della durezza della nostra epoca e delle sue tragedie – la più grave di tutte, in Italia, quella dei migranti e dei profughi che raggiungono le nostre coste, o tragicamente non le raggiungono – ma anche delle sue stranezze e delle sue marginali libertà. Insignito da grandi premi internazionali, mancava al suo successo solo il più importante, quello di “Lo straniero”!

 

Sacchi di sabbia. Fondato nel 1995 a Pisa da un piccolo gruppo di amici raccolti intorno a Giovanni Guerrieri e a Giulia Gallo, è un gruppo teatrale che ha saputo unire al minimalismo organizzativo quello di realizzazioni, semplici ma di una irresistibile vitalità, spiritose e spesso esilaranti, prime fra tutte un Sandokan e un Don Giovanni. La loro cifra è la leggerezza, una virtù che è rara in teatro come altrove in questi tempi pesanti, e che per questo è più gradita e apprezzata. Un teatro artigianale che sa costruire con il suo pubblico un legame immediatamente e cordialmente affettivo.

 

Serena Vitale. Grande traduttrice, studiosa, insegnante e divulgatrice della letteratura russa e infine grande scrittrice, Serena Vitale è una donna degna del suo nome, di straordinaria vitalità e generosità. Con Il bottone di Puskin e il recente Il defunto odiava i pettegolezzi che investiga sulla morte di Majakovskij nei modi di una tradizione liberamente rivissuta e dove si avverte il magistero di Sklovskij, Serena Vitale ha dato alla nostra letteratura due capolavori, di una diversità saldamente affermata. La sua è una letteratura nata dall’accanimento di una ricercatrice competente e ostinata e da una passione conoscitiva assai rara e che ci si augura contagiosa.

 

 

 

La giuria. Fausta Orecchio (presidente), Maurizio Braucci, Anna Branchi, Elisabetta Cosci, Stefano De Matteis, Filippo Figone, Goffredo Fofi, Angela Fumarola, Vittorio Giacopini, Sara Honegger, Alessandro Leogrande, Roberto Magnani, Pietro Marcello, Fabio Masi, Alessandra Mauro, Roberta Mazzanti, Paolo Mereghetti, Luigi Monti, Emiliano Morreale, Giordana Piccinini, Alice Rohrwacher, Rodolfo Sacchettini, Paola Splendore, Emilio Varrà, Nicola Villa, Gabriele Vitello, Dario Zonta, Giovanni Zoppoli.

 

Info Armunia tel.0586754202 www.armunia.eu

Ufficio stampa

Elisabetta Cosci elisabettacosci.stampa@gmail.com tel.0586753707 mob.+39 339 5711927

 

 

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