11 ago 9:0 Laboratori/Eventi
11 agosto 2017 - 12 agosto 2017
{Evento terminato}

LABORATORIO DI SARTORIA

Due giorni dedicati al costume di scena di Giulietta, dal cartamodello alla realizzazione sartoriale

LABORATORIO SARTORIA-1

Un percorso espositivo di costumi di scena della storica Casa d’Arte Cerratelli anima le sale del suggestivo Castello Pasquini di Castiglioncello, luogo da sempre amato dal cinema, per celebrare il genio creativo di Franco Zeffirelli, sommo maestro del teatro e del cinema mondiali, il quale legato a questo territorio da tanti ricordi di giorni felici trascorsi a lavorare alle sceneggiature dei suoi film con lacompagna di sempre Suso Cecchi d’Amico. I costumi di scena hanno indubbiamente contribuito al successo delle produzioni diFranco Zeffirelli, che volle al suo fianco due grandi maestri costumisti: Danilo Donatie Anna Anni. Del primo saranno esposti i costumi dei film “La Bisbetica Domata” del 1967, “Romeoe Giulietta” del 1968 e “Fratello Sole, Sorella Luna” del 1971; di Anna Anni i costumi del film “Otello” e di due memorabili produzioni teatrali “La Lupa” e “Maria Stuarda”. Franco Zeffirelli scelse di operare con la sartoria Cerratelli che lo vide crescere tra i suoi banchi di lavoro fin da bambino e dove impar˜ arguzie sartoriali, i trucchi delmestiere, il sapore del tessuto tinto artigianalmente e la tanta sapienza artigiana cheda Cerratelli abbondava. Difatti la sartoria era allora un importante riferimento nel mondo dell’arte. In quellesale fiorentine di via della Pergola si potevano incontrare i nomi pi importanti del teatro e del cinema mondiali, oltre che pittori e scultori di fama. Fulcro dell’esposizione il grande lavoro artigianale che si cela dietro i manufattiesposti, i quali diventano strumenti indispensabili per dar vita a quel peculiare immaginario che Zeffirelli aveva negli occhi. Poter ammirare da vicino questicostumi, monumenti di eccezionale valore storico, l’occasione per capire oggi quanto lavoro, quanta dedizione, quanta ricerca servono per creare manufatti capaci di segnare in modo indelebile la storia del cinema e del teatro. Sarˆ possibileanalizzare l’iter di lavorazione del costume, ammirare i cartamodelli storici, osservare i tavoli di lavoro ricreati all’interno del percorso espositivo con l’obiettivodi far comprendere al visitatore l’importanza dell’apporto artigiano alla complessa costruzione della messa in scena. La Bisbetica Domata, film, 1967. La tenace volontˆ di Zeffirelli di portare sul grandeschermo William Shakespeare fu premiata da un successo straordinario; la pellicolainterpretata da Elisabeth Taylor e Richard Burton decret˜ il successo internazionaledel maestro fiorentino. Al suo fianco fu Danilo Donati, che reinterpret˜ con elegante maestria, il costume di inizio-rinascimento ispirandosi alla ritrattistica di Lorenzo Lotto, e tuttavia attualizzandolo con audaci accostamenti cromatici e di tessuto, in una alternanza ritmica perfetta tra lucido e opaco tale da creare un singolare effettodecorativo senza alterare in alcun modo le linee storiche. Romeo e Giulietta, film, 1968. Dopo aver affrontato il testo molte volte in teatro, Zeffirelli ebbe l’intuizione di farne un film e pertanto chiam˜ ancora il suo fidatocostumista Donati affidandogli la creazione dei costumi. Al fine di ottenere la maggiore veridicitˆ storica, Donati si ciment˜ in numerose ricerche iconografiche estoriche, nel corso delle quali il suo occhio sensibile si pos˜ sull’arte gotico-cortesedi Antonio Pisano. Il lavoro nella sartoria Cerratelli fu enorme, ogni tessuto fu tinto artigianalmente, ogni decoro realizzato dalle preziose mani delle ricamatrici e sartedella Casa d’Arte. I costumi risultarono stupefacenti, carichi di quel particolare sapore del passato, eppur di nuova realizzazione. I costumi avevano infatti la contemporaneitˆ di una storia senza tempo. Danilo Donati per i costumi di questofilm ricevette l’Oscar nel 1969. Fratello Sole, Sorella Luna, film, 1971. Sulla pellicola cinematografica scorre l’opulenza della nobiltˆ assisiate contestata da Francesco, il poverello che abbandona sul sagrato della cattedral le sue ricche vesti e nudo se ne va verso unanuova vita, abbandonando tutti tra lo sconcerto. I costumi di Donati sono mirabili, densi di significati e di forte comunicativitˆ. Dal costume carico di decori simulanti antiche applicazioni di oreficeria alla povertˆ pi estrema di tele e garze logore esdrucite. Anche il Papa in tutto il suo splendore, avvolto nell’oro scintillante nonpotrˆ che inginocchiarsi davanti al santo di Assisi, rinunciando anche solo per pochiminuti al suo imponente piviale, simbolo della ricchezza della Chiesa. E ci˜ dopoaver ascoltato le parole che Suso Cecchi d’Amico pone sulle labbra di Francesco, che restano impresse nel cuore dello spettatore. Otello, film, 1985. Zeffirelli decise di trasporre l’opera lirica nel cinema. La pellicola uno dei pi rilevanti esempi di film d’opera editi sino ad oggi. Placido Domingo eKatia Ricciarelli interpretarono Otello e Desdemona. I costumi furono disegnati daAnna Anni. Nella sua maniacale attivitˆ di ricostruzione storica facile riconoscere citazioni iconografiche dalla prima metˆ del ‘500 tra Firenze e Venezia; ogni decoro,ogni tessuto, persino il filo per cucire -e non lo dico per vezzo ma la realtà venivano scelti da Anna che non lasciava mai la sartoria fino a quando i costumi,indossati, non diventavano, come diceva Sensani da lei sempre citato, quella seconda pelle suscettibile di conferire all’attore persino la gestualitˆ del personaggio interpretato. La Lupa, prosa, 1965. Anna Magnani e Giancarlo Giannini i protagonisti di una produzione teatrale memorabile. I costumi di Anna Anni rappresentano un gustoagro, asciutto, quella robustezza d’animo tipica dei protagonisti verghiani. I tessutiutilizzati per produrre i costumi furono rinvenuti a seguito di infaticabili ricerche nel corso di alcuni viaggi che la Anni fece in Sicilia. L’utilizzo di materiali autenticirestitu“ ai costumi un’attendibilitˆ inattesa; ogni toppa, ogni sdrucitura, ogni tagliorammendato raccontano con puro spirito verista tanta sofferenza e forza d’animo. Maria Stuarda, prosa, 1983. Due regine del teatro come Rossella Falk e ValentinaCortese dirette da Franco Zeffirelli danno voce alla storia pi sontuosa, regale ecoinvolgente di tutti tempi, la storia di due regine: Elisabetta I e Maria Stuarda.Ricreare i fasti della corte elisabettiana stato per Anna Anni un lavoro molto lungo e scrupoloso. Decine e decine di bozzetti preparatori, ogni costume fu curato neiminimi particolari, anche le biancherie sottostanti furono realizzate con attenzione,dai busti accollati con stecche di ferro, fino alle camicie riccamente ricamate. Furono realizzati per l’occasione anche sontuosi cappelli con feltri pregiati e vellutidi seta. Fu tale il successo che ancora oggi questa produzione ricordata come un unicum irripetibile.

Diego FioriniCuratore

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