24 lug 10:30 Residenze
24 luglio 2017 - 31 luglio 2017
{Evento terminato}

GIN GIN. DI COSA SI PARLA QUANDO SI PARLA

Rita Frongia

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In residenza dal 24 al 31 luglio

GIN GIN. DI COSA SI PARLA QUANDO SI PARLA.

con Angela Antonini, Meri Bracalente
drammaturgia e regia Rita Frongia
produzione esecutivi per lo spettacolo
con la collaborazione di Drama Teatro (Modena), Teatro Due Mondi (Faenza), Armunia Residenze Artistiche Castiglioncello (LI)

Terza fase del progetto TRILOGIA DEL TAVOLINO

anno 2013 La vita ha un dente d’oro
anno  2016 La vecchia
anno 2017/18 Gin gin. Di cosa si parla quando si parla.

Che cosa tiene insieme questi tre lavori:

– due attori e un tavolino

– un cadavere:
          un cadavere presente ne La vita ha un dente d’oro
          un cadavere futuro ne La vecchia
          un cadavere passato in Gin gin. Di cosa si parla quando si parla.

– la forma della commedia

appunti per
GIN GIN. DI COSA SI PARLA QUANDO SI PARLA.

La chiacchiera vuole essere l’oggetto d’indagine.

La chiacchiera ha a che fare sia col concetto di improvvisazione che col concetto di ripetizione.
La chiacchiera è generatrice di inizi come l’improvvisazione, ma è anche ripetizione quando esibisce formule e certezze, ciò che chiamiamo il luogo comune viene sempre in soccorso in             assenza di idee e riflessione.

La chiacchiera è rimestìo di parole scheggiate da un uso incauto 
(sarebbe bello poter curare le parole con foglie d’oro, come fanno i giapponesi con l’arte del Kintsugi)

La chiacchiera non può che essere autoreferenziale
La chiacchiera non possiede un fuori di sé, se lo avesse non sarebbe chiacchiera, per la chiacchiera l’oggetto non è reale.

La perdita di attenzione verso le parole le rende violente senza possibilità di redenzione, perché è una violenza inconsapevole e spesso invisibile.

Nessuna nuova apparizione è evocata dalle parole di una chiacchiera.
Penso agli spiriti che sempre aleggiano invece nel discorso: voci del passato, maestri, rimandi, echi. La chiacchiera si accontenta di un lenzuolo bianco per simulare un fantasma.

Poi c’è la chiacchiera del non detto 
perché noi siamo principalmente quello che non diciamo

C’è chiacchiera anche nel movimento quotidiano.

La chiacchiera può generare silenzio e canto oppure può produrre rumore e generare imbarbarimento.

Infine, mi stupisco sempre di come riusciamo a parlare senza pensare.

Per quest’ultima fase del progetto sto tenendo un diario pubblico relativo ai gironi di prova.

Segui il diario on line

Rita Frongia

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