25 mar 10:30 Residenze
25 marzo 2017 - 03 aprile 2017
{Evento terminato}

HIROSHIMA ROLADED (titolo provvisorio)

Compagnia Sirna - Pol

agostino bontà

Con Elisa Pol e Valerio Sirna

HIROSHIMA ROLADED (titolo provvisorio)

Ci siamo costituiti come coppia artistica per il progetto Hiroshima Roladed che ha le sue origini nell’esperienza con il collettivo Agostino Bontà di cui siamo fondatori assieme ad altri tre artisti incontrati durante il biennio di formazione Scritture per la danza contemporanea diretto da Raffaella Giordano. Indaghiamo le arti sceniche con sguardo trasversale, nello specifico il progetto vuole approfondire e declinare il rapporto tra pubblico e privato, performance e quotidianità, spazio scenico e spazio domestico. Puntiamo alla realizzazione di una drammaturgia originale che procede per accumulo di frammenti, a cui si innestano coreografie oniriche e minimali.

Note di regia
Un soggiorno. Pochi elementi delineano una certa atmosfera borghese.
Due coniugi, con le loro presenze annoiate, sottili, tese, esauste ed eleganti, dolci e litigiose, vicine e distanti, nell’intimità di non aver nulla da dirsi, tra i cali e i picchi fisiologici della relazione. La tv accesa manda un vecchio film distrattamente, sul tavolo il cartone di una pizza a domicilio.
Lo scorrere di un tempo imprecisato – un giorno, un anno, una vita – apre delle smagliature nella quotidianità; le pose più ovvie del vivere domestico – mangiare, sedere su una poltrona, leggere un giornale – si caricano di elementi inspiegabili e inaspettati.
Come sarebbe se costruissi una capanna al centro del soggiorno, al riparo da tutte le correnti?
Vedo solo il tuo naso, ma forse è una piega del cuscino, tu non ci sei più.
In una cornice rappresentativa stabile si innesta un parlato colloquiale e privo di orpelli, perché di parlare non se ne può fare a meno, e nemmeno di reiterare discussioni e battibecchi, dando spazio ai ricordi, alle pause del pensiero in cui il ragionare si confonde, in un distanza da se stessi e dalle cose.
Secondo te è meglio avere poche stanze ma grandi, o tante stanze piccole?
Il salotto si trasforma in un insieme di angoli, di miniature intime e riparate; talvolta in una distesa desertica, in cui svaniscono misure e coordinate. La percezione di uno spazio alterato consente l’emergere di unisoni svuotati di ogni funzionalità, in una ricerca coreografica sospesa tra gesto cristallino e movenze bestiali.

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