16 ott 10:30 Residenze
16 ottobre 2017 - 24 ottobre 2017

SUZANNE

Lanza • De Carolis

Lanza – De Carolis, SUZANNE – Impressione 000

Residenza dal 16 al 24 ottobre

Lanza • De Carolis 
SUZANNE
liberamente ispirato a “Suzanne Andler” di Marguerite Duras   

Una creazione di  Andrea Lanza In collaborazione e con Elena De Carolis 
Diretto da Andrea Lanza 
Produzione Lanza • De Carolis  
In collaborazione con AgaveTeatro 

1968
Mentre la Francia, si prepara a divampare nuovamente e, ancora una volta, a propagare le sue fiamme di ribellione in tutt’Europa, Suzanne Andler, personaggio minore di una borghesia ormai ripiegata su se stessa, si reca da Parigi alla Costa azzurra per visionare una villa al mare da prendere in affitto per l’imminente Estate. Nulla, delle inquietudini che animano il mondo all’esterno, sembrano poter penetrare le mura della villa in cui la signora Andler trascorre un’intera giornata. Al suo interno incontra un agente immobiliare, un’amica, l’amante, colloquia con il marito al telefono, con una domestica, rivelando per frammenti una ragnatela pressoché inestricabile di bugie, prigioni, paure, malinconie, fallimenti, di fronte alla quale il suo spirito, così come quello dei suoi interlocutori, ci appare disarmato e incapace di reagire. 

Progressivamente, gli incontri di Suzanne all’interno della villa, rivelano la loro natura ambigua. I telefoni che suonano, le voci fuori campo, le ombre, sono presenze reali o siamo di fronte a qualcosa che avviene soltanto nella mente della donna? Sta davvero parlando all’amica? Davvero alla televisione stanno dicendo quelle cose? L’amante esiste nella realtà o soltanto nella sua fantasia? Davvero il marito è al telefono o è Suzanne a immaginare che lo sia? E l’immagine riflessa nello specchio, è davvero quella di Suzanne o effettivamente qualcuno nella casa c’è, e la sorveglia, o la spia, di nascosto? Via via che la messinscena scorre si fa strada la sensazione di essere stati risucchiati nella mente di questa donna, di viverne ogni fremito assistendo allo spettacolo della sua fantasia, alle proiezioni, ai sogni, che tentano di farsi carne in una dolorosa speranza di salvezza, in un disperato tentativo di espiazione, nei confronti delle persone che avrebbe dovuto amare, di se stessa, del mondo, dell’Amore, della vita.  

Un gioco di specchi apparentemente senza fine, un labirinto di domande senza risposta, poste da una donna sola, il cui profilo si staglia indifferente sullo sfondo di una società scossa da inquietudini profonde. Suzanne è una donna senza un vero posto nel mondo, in bilico, agli occhi di chi la osserva, tra l’essere parte delle vittime o dei carnefici. Vittime e carnefici di un secolo che, con le armi che conosce, si sta ribellando a quanto di insignificante e violento ha espresso, rivoltandosi, in fondo, contro se stesso. 

Altman, Bergman, Godard, Genet e altri innumerevoli universi più o meno paralleli, nutrono la messinscena, sconfinando più volte nella citazione vera e propria. 

Un mondo perduto, doloroso e impalpabile, un monologo tutto interiore che si incarna sulla scena assumendo, nella sua epifania teatrale, le forme di un dialogo irrimediabilmente in bilico tra il mondo sensibile e quello onirico. 

 

Spettacolo in fase di creazione. Aggiornamento crediti con il procedere del lavoro.

Lo spettacolo debutterà nel Novembre 2017 al “LIttle Bit” festival di Livorno.  In collaborazione con “AgaveTeatro”.

 

L’esperienza  chiamata Lanza • De Carolis nasce dopo una collaborazione tra i due artisti durata qualche anno, che si è sviluppata attraverso gli spettacoli “Orlando” (2015), “In my opinion” (2015), Contemplazione di Ismene (2016), “Suzanne Andler” (2017 in progress), “Contemplazione di Persefone” (2017 in progress). Intorno agli spettacoli si uniscono, di volta in volta, artisti e figure professionali funzionali ai progetti e in armonia con la proposta artistica di Andrea ed Elena. 

I collaboratori vengono scelti prima di tutto in base alla vicinanza di sensibilità e poetiche, già verificate in qualche modo sul campo o, qualche volta, potenziali; in second’ordine per le affinità nel concepire la pratica artistica e l’approccio al lavoro; in ultimo, e naturalmente, anche per le loro competenze specifiche. 

I collaboratori devono essere sufficientemente “aperti” per interagire armoniosamente con le competenze già presenti nel gruppo di lavoro, e con il progetto, ampliando il raggio d’azione di entrambi.  

La presenza di collaboratori “esterni” è parte attiva nello sviluppo dei progetti che, in partenza, sono di solito ben radicati intorno a direzioni poetiche e di pratiche ma, a volte, richiedono una certa dose di “inatteso” per compiere il proprio percorso.  

La composizione armoniosa del gruppo, dal lato umano, oltre che da quello delle competenze, è considerato un aspetto molto importante nella scelta dei collaboratori.

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