7 giugno 2018

Il progetto Focus Young Mediterranean and Middle East Choreographers approda a Inequilibrio con danzatori iraniani, marocchini e libanesi.

Saranno quattro le esibizioni che il Festival Inequilibrio di Castiglioncello ospiterà nell’ambito del progetto Focus Young Mediterranean and Middle East Choreographers, la rassegna nata con l’obiettivo di favorire la conoscenza e lo scambio di pratiche performative tra gli artisti stranieri del Mediterraneo e del Medio Oriente e le realtà del territorio italiano legate al mondo della danza. Si comincia con l’iraniano Sina Saberi, in residenza artistica ad Armunia già dalla settimana antecedente per creare il suo nuovo lavoro. Sina Saberi presenterà a Inequilibrio le due performance Damnoosh in programma il 20 e il 21 giugno alle ore 18 e Prelude to Persian Mysteries in programma il 20 giugno alle 20,30 e il 21 giugno alle 20. A seguire il marocchino Radouan Mriziga con il progetto 55 (21 e 22 giugno ore 21) e il duo (in alternanza) Jadd Tank dal Libano e Nora Alami dal Marocco, in scena rispettivamente il 24 e 26 giugno, ore 20,30 con Bourgeois-Z.

Saberi DamnooshIl primo spettacolo che l’autore iraniano presenterà è Damnoosh, un viaggio nella memoria che nasce da un bisogno di unità e di condivisione vitale. Contiene racconti, poesie, musica e persone per narrare la cultura iraniana attraverso il semplice atto quotidiano della preparazione del tè. In questo lavoro la danza è un concetto, un oggetto, immaginato  insieme al pubblico, che è parte integrante e imprescindibile di questo rituale.
 Dopo che tutti avranno bevuto il tè magico, alla fine dello spettacolo, una danza perduta riaffiorerà  lentamente alla memoria. 

Sina SaberiPrelude to Persian Mysteries è invece un progetto di ricerca che esplora possibili percorsi tra un passato invisibile e un presente frammentato. Si basa sulla musica tradizionale persiana, sugli antichi rituali persiani dell’era zoroastriana e sulle nozioni spirituali del libro di Avesta. In termini di movimento, cerca di esplorare e scoprire come potrebbe essere oggi la danza persiana contemporanea a partire dal vuoto di 40 anni nell’esistenza di questa forma d’arte in Iran. Preludio a “Persian Mysteries” ha la forma di un rituale e costituisce la prima fase di un progetto in divenire. Questa creazione è stata presentata per la prima volta a Teheran nel marzo 2016 come una delle opere del primo festival iraniano “Body Movement”, avviato dal collettivo di artisti MaHa, e successivamente a Beirut all’interno di Moultaqa Leymoun/Arab dance platform 2016. A questo sono seguite numerose repliche in altri paesi. ”Sina Saberi inizia il suo lavoro accendendo le candele una per una, poi scompare nel buio. Quando torna alla luce, è rannicchiato sulla schiena. Poi si dispiega lentamente e inizia a ballare. Cerca quindi di appropriarsi dello spazio, sempre più ampiamente, sempre più rapidamente, in movimenti vicini a una strana preghiera, accompagnati da crepitii e musica persiana. In questo misterioso assolo, Sina Saberi cerca un percorso tra un passato invisibile, fatto di musica tradizionale persiana e di rituali dell’era zoroastriana (che era la religione dell’Iran fino alla sua islamizzazione, nel settimo secolo) e un oggi frammentato, ferito, dal momento che la danza persiana è stata bandita nel suo paese per quaranta anni. C’è la volontà di riconnettersi con un passato ricco, in parte oscurato dopo il 1979, e la rivoluzione iraniana, per esplorare il movimento e il corpo di oggi.

55Di altra prospettiva è invece la performance 55 di Radouan Mriziga. Quali informazioni desidera condividere l’artista con lo spettatore? Fornisce molte o poche informazioni? E cosa sta cercando di ottenere con questo: vuole trasmettere il significato del lavoro o in effetti preferisce tenerlo vago? Nel suo assolo, il coreografo e ballerino Radouan Mriziga gioca costantemente con la prospettiva e le aspettative dello spettatore. Si pone alcuni compiti di base. Portandoli fuori, crea “forme”, ma si pone anche in una situazione sempre più complessa.Il coreografo e ballerino Radouan Mriziga (Marocco, 1985) ha studiato danza in Marocco, Tunisia e Francia, in seguito si è spostato in Belgio, presso P.A.R.T.S. a Bruxelles, dove ha proseguito gli studi. Vive e lavora a Bruxelles ma mantiene un forte legame artistico con la Tunisia e con il Marocco. Dal 2014 è sostenuto dal Moussem Nomadic Arts Centre di Bruxelles per il quale è artista in residenza. Il Moussem si concentra su artisti che sono direttamente collegati al mondo arabo, o dimostrano un’apertura verso di esso e indirizza le sue attività, ad un pubblico urbano eterogeneo, integrandole nelle strutture artistiche più tradizionali nelle Fiandre, a Bruxelles e in Europa. Mriziga nel 2014 ha creato l’assolo 55 e nel 2016 la coreografia di gruppo 3600 – due spettacoli in cui esamina il rapporto tra danza e architettura e interpreta l’uomo come un atto di equilibrio tra mente, corpo e spirito. Nel maggio 2017, ha concluso la trilogia presentando al Kunstenfestivaldesarts lo spettacolo 7. La trilogia prodotta dal Moussem Nomadic Arts Centre è impegnata in un tour internazionale per la stagione 2018/19.

jadd tank bourgeoisBourgeois-Z è, infine, un viaggio nell’assurdità, sia come elemento dirompente sia come conseguenza di una cultura e di un valore di classe. In parte con la danza e in parte con il teatro, Jadd Tank manifesta una relazione singolare con alcuni aspetti della nostra particolare epoca storica, esaminando – in modo comico – l’architettura e la funzione del corpo allo stato di (in)coscienza. Molte cose potranno accadere in questi spettacolari 30 minuti. Jadd Tank Coreografo e autore dal profilo eclettico, studia all’International Affair University of Colorado e successivamente approfondisce le Performing Arts iniziando nel 2012 il suo percorso artistico che si nutre di collaborazioni internazionali che lo hanno visto lavorare in Europa, Stati Uniti e Libano. Ballerino e coreografo vive a New York City. Dopo diciotto anni in Medio Oriente, si è recato all’Università del Colorado dove ha conseguito un BFA in Dance and BS in International Affairs. In questi anni si è esibito – a livello internazionale – sia con le sue produzioni che come interprete per la Maqamat Dance Company, compagnia di danza di Beirut, per Alias Guilherme Botelho e Marcel Leemann. Ha ideato le coreografie del film di Susan Youssef, “Marjoun & The Flying Headscarf”, che uscirà nelle sale cinematografiche nel 2019. In Italia, è stato invitato per la prima volta nel 2017, con il suo assolo “Liberté Toujours”, nell’ambito del progetto Focus Young Arab Choreographers e ha presentato il suo spettacolo al Festival Inequilibrio di Castiglioncello e a Spoleto Festival. Attualmente sta lavorando alla coreografia per un altro cortometraggio della regista Susan Youssef. Nora Alami Artista marocchina che lavora nella danza e nella performance. Il suo lavoro artistico si è concentrato sull’identità personale in relazione al più ampio clima socio-politico. È uno degli artisti associati di Fresh Tracks 2017-18 al New York Live Arts. Si è esibita al Fringe Festival di Edimburgo, all’ACDFA, al River to River Festival e in spazi pubblici e privati di New York. Il suo lavoro coreografico è stato presentato al New York Live Arts, Movement Research presso Judson Church, Gibney Dance e Chez Bushwick. Ha ottenuto un B.A. in Psicologia e Filosofia, con studi legati alle problematiche legate alla razza e al genere, e continua a impegnarsi in questo ambito sia dal punto di vista della critica teorica che con le pratiche di performance. Svolge il ruolo di Responsabile dei programmi di Performance and Residency presso Gibney ed è membro del comitato Junior Dance / NYC. Attualmente è una partecipante alla piattaforma LANDING 2018 di Miguel Gutierriez.

Durante il festival Inequilibrio, il Focus ha la funzione di aprire dialoghi sull’identità e sul significato di cultura di appartenenza, cosa scrive la cultura sui corpi e negli sguardi? La prima tappa aperta a tutti i cittadini interessati, l’abbiamo fatta a Castiglioncello lo scorso anno con il laboratorio multietnico Occhio per Occhio, inteso come sguardo nello sguardo, e proseguirà quest’anno il 19 giugno, con l’incontro dal titolo Tradizioni e cultura del Medioriente.

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