30 Maggio 2019

Antonella Questa e Luca Scarlini: una conferenza-spettacolo per raccontare Sem Benelli

intervista di Benedetta Pratelli

Antonella Questa e Luca Scarlini: “una coppia improbabile” è la definizione che ne ha dato la prima durante la nostra chiaccherata a Castello Pasquini!
Tra i tanti debutti alla prossima edizione di Inequilibrio, infatti, ce n’è uno a cui Armunia tiene particolarmente, non soltanto perché avrà come protagonisti due amici e colleghi, ma perché oltre a trattarsi di un debutto per quanto riguarda lo spettacolo, sarà una vera e propria novità anche la curiosa coppia che vedremo in scena.
Il 29 e 30 giugno nell’Anfiteatro del parco di Castello Pasquini Antonella Questa e Luca Scarlini presenteranno la loro conferenza spettacolo dedicata a Sem Benelli. Abbiamo così deciso di intervistare la Questa, in residenza ad Armunia, per capire come è nato questo connubio e cosa dobbiamo aspettarci dal progetto, intitolato La Beffa, la Cena: un duello di parole.

Antonella Questa - foto di Antonio FicaiCon Luca Scarlini presentiamo questa conferenza-spettacolo ispirata a La cena delle beffe di Sem Benelli, un dramma in quattro atti che ha avuto un successo mondiale, non solo nel 1909 in Italia, ma anche a Parigi, dove Sarah Bernhardt lo mise in scena interpretando uno dei due protagonisti maschili, e anche a Broadway! Tuttavia in Italia con il fascismo Sem Benelli subì una grande censura, quindi ci serviremo di questo testo per raccontare anche un periodo storico, un attitudine del potere di fronte all’artista (soprattutto quando al potere c’è un artista frustrato, come lo fu per esempio Mussolini!).

Come siete arrivati a questa collaborazione? 

Con Luca Scarlini ci conosciamo da tantissimi anni, oltre venti! A ottobre ci siamo incontrati qui durante il convegno Le originalità cromatiche dei corpi e in quell’occasione, parlando, abbiamo trovato in comune questo testo, che lui voleva fare in forma di spettacolo-conferenza. È un testo che ci unisce moltissimo, per quanto mi riguarda anche al livello familiare. Sem Benelli, infatti, era molto legato alla Liguria e intorno al 1906 scrisse questo testo a Lerici, provandolo con le persone del luogo: amatori assoluti, tra cui lo zio di mia nonna, che fu il primo interprete del personaggio di Neri Chiaramentesi ! Ricordo che mia nonna mi recitava sempre delle battute…

Antonella Questa - foto di Antonio FicaiScegliere di portare in scena Sem Benelli, con tutta l’ambientazione storica che ne consegue, ha a che fare anche con la nostra dimensione politica attuale oppure no?

In realtà non siamo arrivati a questo testo per una scelta politica. Avevamo proprio voglia di parlare di questo autore, che ha scritto tantissime altre opere, anche per la lirica… veramente uno dei massimi autori che abbiamo in Italia, purtroppo oggi caduto completamente nel dimenticatoio. Nessuno oggi ricorda Sem Benelli, se non per quella maldestra interpretazione del personaggio di Neri da parte di Amedeo Nazzari [nel film La cena delle Beffe, diretto da Alessandro Blasetti nel 1946] Invece Sem Benelli merita un occhio di riguardo!

Detto questo il riferimento alla storia politica di quel periodo è inevitabile, perché è proprio la sua vita personale ad esserne toccata. Dopo essersi schierato contro il delitto Matteotti e aver firmato il Manifesto degli intellettuali antifascisti Benelli fu prima allontano e poi dal 1933 definitivamente censurato:  il regime gli impedì di scrivere piéce, impedì alle filodrammatiche di mettere in scena le sue opere, mandando gli squadristi ai suoi spettacoli; gli  fu tolto il passaporto per impedirgli di andare a vedere i suoi lavori all’estero, un vero e proprio accanimento. Nel 1933 Benelli aveva già 56 anni e morì nel 1949 dopo essere riuscito ad apparire nuovamente in teatro a Prato nel 1947 con Paura, un monologo che credo valga la pena inserire nel nostro spettacolo….

Antonella Questa - foto di Antonio FicaiIn che modo state lavorando?

Ci siamo scambiati un sacco di materiale, molto già di Scarlini, perché lui su questo progetto ci lavora da tanti anni. Per esempio stiamo pensando anche al progetto di una mostra a Prato, città a cui appartennero altri artisti famosissimi nel mondo, ma costretti per problemi politici ad emigrare.
Io tanti anni fa avevo già fatto un progetto inerente e quindi abbiamo messo insieme le due cose. Adesso siamo al rush finale: in questi ultimi due mesi ci siamo visti, ci siamo scambiati idee su come vorremmo costruire questa spettacolo, gli interventi che andremo a fare, e adesso in residenza sto lavorando da sola, creando i personaggi che animeranno questa conferenza spettacolo.

Una conferenza-spettacolo, cosa dovremo aspettarci?

Saremo in scena entrambi e abbiamo pensato anche a supporti audio e video, abbiamo costruito una specie di intelaiatura in cui i personaggi (da Mussolini a Giannetto, a Ginevra) entrano in gioco e si relazionano con Scarlini, che si occuperà di tutta la parte storica e aneddotica relativa al periodo e a Sem Benelli nello specifico. Per questo l’abbiamo definita una conferenza-spettacolo: ci sarà una parte di conferenza, ma sarà anche molto divertente e dissacrante. Per esempio mi sto riguardando tutti i video con i discorsi di Mussolini e devo dire che lo trovo estremamente comico…

Antonella Questa - foto di Antonio FicaiIn realtà, premessa la novità di una conferenza-spettacolo nel tuo repertorio, la tua pratica teatrale, lo abbiamo già visto con Infanzia Felice, prevede un percorso di studio e approfondimento molto ampio, una fase di ricerca… Anche con il precedente progetto oltre alla messa in scena vera e propria ti abbiamo visto in conferenze e progetti inerenti…

Si, diciamo che cerco una condivisione, che va oltre il palco. Questo tipo di formula, la conferenza-spettacolo, permette una condivisone maggiore e in effetti anche con Infanzia Felice mi interessava condividere tutta una serie di materiali e scoperte, mi interessava confrontarmi con il pubblico. Nei miei testi l’attenzione è al dettaglio (i movimenti, il lavoro sul corpo…), nel caso di questo progetto invece c’è una forma più libera: potremo parlarci, improvvisare, non c’è un testo teatrale vero e proprio. Ci saranno delle parti già costruite, delle intelaiature e poi vedremo di volta in volta, anche in base al pubblico che avremo davanti.

Certo, la ricerca è importante: io devo capire dove mi muovo, anche per poter capire altri punti di vista, capire come raccontare la storia in altro modo, avere un appoggio vero. Ma questo vale anche per costruire un personaggio inventato: dietro ci deve essere una documentazione, devi osservare le persone, incontrarle, studiarle.
In questo lavoro rivedo tra l’altro moltissimi rimandi alla Pedagogia Nera trattata in Infanzia Felice: Mussolini ha fatto il collegio e c’è un libro sulla sua vita, di cui per adesso ho letto soltanto alcuni estratti, in cui lui ricorda molto bene il momento in cui venne mandato in collegio contro il suo volere. La sua attitudine, il voler in tutti i modi portare l’Italia in guerra, il suo rapporto con Hitler, in cui lui contava veramente poco, con un autorità al livello decisionale veramente al limite del ridicolo…

Antonella Questa - foto di Antonio FicaiIl progetto, come abbiamo detto, debutterà qui a Castello Pasquini. Sono previste altre date o sarà un evento unico?

Sono già previste altre date e c’è molta curiosità al riguardo, anche inaspettata per certi versi… c’è da dire che, benché ci si conosca da molti anni, io e Luca Scarlini creiamo davvero una coppia improbabile, sarà uno spettacolo davvero divertente!

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