9 Luglio 2019

Diario di #Inequilbrio22: la seconda settimana del festival

di Claudia Caleca

La 22° edizione del Festival Inequilibrio è giunta al termine e il lavoro di direttori, organizzatori, amministratori, tecnici e stagisti si è appena concluso.
Il caratteristico Castello Pasquini di Castiglioncello, con i suoi interni esclusivi e il suo ampio e verdissimo parco, è stato lo scenario principale di questa edizione del festival, evento pulsante di esperienze artistiche inequiparabili. Anche quest’anno Inequilibrio ha spiccato per la sua unicità di interpreti e lavori creativi, emergendo con primati nazionali e indagando la multidisciplinarietà delle arti in campo nazionale ed internazionale.

Guido Di Leone - Inequilibrio 22 - foto di Antonio Ficai La seconda settimana della ventiduesima edizione del festival ha avuto inizio con l’incontro tra Guido di Leone, accompagnato dal giovane pianista Bruno Montrone, e il pubblico presso La Limonaia. La lezione-concerto, dai toni leggeri ma anche didattici e impegnati, ha avuto luogo grazie alla maestria del Di Leone, insieme al brillante Montrone, che ha illustrato il vasto tema del jazz dagli albori al giorno d’oggi. I due musicisti, inoltre, hanno fatto riecheggiare le loro note vivaci nell’Anfiteatro del Castello Pasquini deliziandoci con ben due concerti: uno dal repertorio classico, Jazz Guitar Legacy, e uno composto da brani inediti del musicista barese, My Own Compositions.

Milena Costanzo - Miserabili - Armunia Inequilibrio 22 - Foto di Daniele LaorenzaIl palco di #Inequilibrio22 ha preso vita grazie al lavoro registico di Milena Costanzo e, quello attoriale, di Rossana Gay, Savino Paperella e Francesco Pennacchia con Miserabili – Un’ironica atroce poesia, la prima tappa di una riflessione sull’opera di Victor Hugo. Gli artisti hanno saputo evocare con crudità e passione la deriva della miseria umana che avvolge il romanzo dell’autore francese. Elena De Carolis ha portato in scena Medea-Live in Corinth, un’interessante riflessione sulla solitudine, l’intimità e la fragilità della protagonista accompagnata da un inestimabile apparato scenografico. Il primato nazionale è andato a Le Officine Della Cultura con Bella Bestia, uno spettacolo dai toni informali e profondi che evoca immagini divertenti, condivisibili, strazianti e riflette sulla “bella bestia”, quel punto dove conviene restare per non dover decidere se tornare indietro o avanti. I Proxima Res si sono esibiti con Spin, la storia di Dany e Ferdy che ha preso vita grazie al teatro sonoro composto da lettura e musica. VicoQuartoMazzini ha inscenato ben due spettacoli: Chi semina vento ovvero La guerra dei mondi in Ecuador, radiodramma live che ricorda la notte delle fake news in Quito, Ecuador, e Vieni su Marte, una riflessione sul desiderio umano verso una terra promessa che si rivela, forse, solo un sogno. La trasposizione sulla scena del romanzo di Palazzeschi “Interrogatorio della Contessa Maria” ha preso forma grazie al mirabile lavoro di Eugenio Mastrandrea e Riccardo Ricobello con La Contessa fra i sessi, in prima nazionale, la storia di un’intricata e profonda conoscenza tra il poeta e una donna di “vituperevoli costumi”.
Valentina Bischi - Il Cartografo - Inequilibrio 22 - foto di Antonio Ficai Il cartografo, ovvero una realizzazione collettiva di Valentina Bischi, Giovanni Campolo, Daniela Scarpari e Tazio Torrini, ha esplorato la storia passata e presente di tale carta verso la ricerca straziante della sua autrice. Fortebraccio Teatro si è esibito con In Exitu, un lavoro sulla forma linguistica che prende vita grazie al lavoro di Roberto Latini, pusher della lingua teatrale che inscena parole drogate contro il pensiero e la sintassi. Infine Oscar De Summa è salito sul palco con Soul music – dal lato opposto, un’avvincente e intrigante storia di formazione di un gruppo di musica soul nella Puglia degli anni ‘90. Il polifonico De Summa ha simulato un racconto corale trascinando l’attenzione dello spettatore verso le avventure, le amicizie e i luoghi di questa storia unica.

Alessandra Cristiani - Inequilibrio 22 - foto di Antonio Ficai Le danze sono state inaugurate da Alessandra Cristiani con Corpus Delicti, un “lavoro a nudo” che ha esplorato le questioni del corpo e della materia. Ha seguito Salvo Lombardo e la Compagnia Chiasma con la performance Excelsior, un’indagine e ri-mediazione del “Gran Ballo Excelsior”. Il lavoro dei danzatori si è combinato armonicamente col peculiare apparato scenografico e illuminotecnico che ha fortificato l’opera e affascinato profondamente  il pubblico. Anche l’Anfiteatro ha tremato grazie ai passi dei MK con Bermudas, una riflessione sulla costruzione di un luogo pregno di tensione relazionale dove lo spettacolo diventa aperto al pubblico. I danzatori, grazie al lavoro di Michele Di Stefano, hanno ipnotizzato gli spettatori con una coreografia semplice ma rigorosa che ha riprodotto un moto perpetuo e ritmicamente condiviso. La compagnia di Enzo Cosimi, composta da Alice Raffaelli, Giulio Santolini e Matteo De Blasio, è salita sul palco con Glitter in my tears – Agamennone – Orestea – Trilogia della vendetta uno studio contemporaneo sulla storia di amore e vendetta che ha come protagonisti Agamennone, Clitennestra ed Egisto. I giovani danzatori, dai corpi classicheggianti, hanno evocato con notevoli capacità concetti quali la violenza, la sopraffazione e la morte. Infine il sofisticato lavoro di Raffaella Giordano con Celeste – Appunti per natura ha incantato il pubblico con la sua ricerca verso il linguaggio del corpo dove l’io diventa il punto di origine della visione.

Elena Guerrini - Archeologia del Coraggio - Armunia Inequilibrio 22 - Foto di Daniele LaorenzaPerfino le acque della Costa degli Etruschi sono state scenario di riflessioni artistiche di spessore rilevante. Elena Guerrini, col contributo di Papi Thiam, si è immersa nella sua sensazionale e sensibile opera acquatica: Archeologia del coraggio, presso i Bagni Ausonia, un rito di rinascita e meditazione dedicato alla soggettività, dove ogni individuo è cullato dagli elementi naturali, ossia il cielo e il mare che ci accomunano e abbattono le differenze personali, culturali, sociali. Anche Babilonia Teatri è andato in scena nella Spiaggia del Cardellino con Padre nostro, una struggente e passionale riflessione sull’evoluzione e l’involuzione del concetto di padre, una domanda continua su quale eredità oggi il padre possa trasmettere indipendentemente dal fatto che sia un padre di sangue o meno. I giovanissimi Olga e Zeno Bercini, insieme al padre Maurizio Bercini, sono stati i protagonisti di un’opera insolita ed eccezionale che ha preso in considerazione un tema delicato e collettivo facendo emergere riflessioni profonde.

Si è così conclusa questa edizione del Festival Inequilibrio, durata ben due settimane, che ha avuto come protagonisti artisti unici ed esclusivi. Ma, per terminare questa breve panoramica, un appunto particolare è d’obbligo: Inequilibrio è stato possibile solo grazie al lavoro e all’impegno dei direttori artistici, del team organizzativo e tecnico, del consiglio di amministrazione e del gruppo di stagisti, giovani e volenterosi di immergersi in una nuova e costruttiva esperienza.

Grazie Inequilibrio, grazie Armunia, al prossimo anno!

 

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