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2 Dicembre 2021

La coscienza di Zeno secondo gli Oyes

Compagnia Oyes - La coscienza di Zeno - foto di Antonio Ficai Al teatro Nardini di Rosignano la compagnia Oyes ha presentato la prova aperta della messa in scena teatrale de La coscienza di Zeno dal romanzo di Italo Svevo. La compagnia concentra da sempre la sua ricerca lungo un percorso che sviluppa drammaturgie originali, confrontandosi con i grandi autori classici e contemporanei. A conclusione di questo primo periodo di residenza ad Armunia, gli Oyes hanno presentato al pubblico il percorso che stanno intraprendendo per arrivare alla messa in scena del romanzo più importante di Italo Svevo. Compagnia Oyes - La coscienza di Zeno - foto di Antonio Ficai Presenti in sala, tra il pubblico, anche un gruppo di allievi del Liceo Tecnologico Isis Mattei che stanno seguendo il corso di teatro tenuto dalla professoressa Claudia Schiazza che li ha accompagnati alla visione del lavoro, la cui ideazione e regia è di Stefano Cordella, con una drammaturgia collettiva a firma di Livia Castiglioni, Daniele Crasti, Francesca Gemma, Francesco Meola, Dario Merlini, Fabio Zulli. E’ stato lo stesso Stefano Cordella a presentare i primi quadri di questo lavoro che sta crescendo, raccontando al pubblico in sala come la compagnia stia costruendo il lavoro.  

Compagnia Oyes - La coscienza di Zeno - foto di Antonio Ficai Ne “La Coscienza di Zeno” di Italo Svevo, il protagonista ritorna ossessivamente sul suo passato, cercando di identificare la malattia che gli ha impedito di realizzarsi. 
Sul palco un unico luogo apparentemente realistico, con alcuni elementi stranianti, rappresentazione simbolica dell’inconscio di Zeno o del suo goffo sforzo di controllarlo.

La scena si apre seguendo l’incipit del romanzo: lo psicanalista ha assegnato al suo paziente il compito di scrivere un diario, un’autobiografia che ripercorra i punti critici della sua vita, per provare a comprendere l’origine della sua malattia.  

Compagnia Oyes - La coscienza di Zeno - foto di Antonio Ficai Lo spettacolo racconta l’estenuante e tragicomico confronto tra i due: da una parte il senso di rivalsa di un uomo che prova a mettere in luce gli aspetti più edificanti per non ammettere di aver forse fallito, dall’altra la spietata ricerca di una verità che si insinua nelle pieghe più intime e nascoste della coscienza. La seduta di analisi si trasforma così in una sorta di auto processo. Gli altri personaggi – il padre, la moglie, il socio, l’amante – appaiono come proiezioni violentemente reali al servizio della ricostruzione di Zeno, per diventare a loro volta pedine dell’inconscio nelle mani del suo psicanalista. 

Compagnia Oyes - La coscienza di Zeno - foto di Antonio Ficai Oyes si concentra sul tempo e sullo stile della narrazione di un uomo che indaga se stesso, procedendo per bruschi arresti e accelerazioni improvvise, dilatando e restringendo il tempo, seguendo il flusso di coscienza e la libera associazione di idee, sempre sul sottile crinale tra sincerità e menzogna, tra razionalità e inconscio, tra memoria e creazione artistica.

Molte le domande al termine della prova, soprattutto da parte degli studenti, che incuriositi hanno voluto approfondire alcuni temi con il regista e con la compagnia. 

A cura di:
Elisabetta Cosci

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