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Attraversamenti, contaminazioni, inclusioni: gli attori del laboratorio permanente con i danzatori di Nuove Traiettorie Anticorpi XL e con Sara Sguotti

Attraversamenti è un progetto ideato dall’attore e regista Maurizio Lupinelli che mette a confronto attori con disabilità del suo Laboratorio permanente con coreografi, danzatori e attori professionisti. Un percorso iniziato alla Fondazione culturale Armunia, a Castello Pasquini di Castiglioncello nel 2007, curato da Maurizio Lupinelli insieme ad Armunia e alla Coop Nuovo Futuro di Rosignano, che è diventato negli ultimi anni una ricerca artistica, aperta a chi ha scelto di confrontarsi con le diversità, lavorando per la convivenza delle differenze e ponendo le sue radici nella lentezza e nel tempo che occorre alla creazione, consentendone la cura. Il fortunato “attraversamento” compiuto dalla compagnia internazionale Abbondanza Bertoni, ha portato Francesco Mastrocinque, attore con sindrome di down del Laboratorio permanente e Filippo Porro, danzatore della compagnia, all’ambito traguardo del Premio Ubu come miglior spettacolo di danza dell’anno per lo spettacolo Doppelganger chi incontra il suo doppio muore. Per questo nuovo appuntamento con Attaversamenti che si è tenuto ad aprile, gli attori del Laboratorio permanente hanno lavorato con la coreografa e danzatrice Sara Sguotti e con i giovani danzatori del progetto NUOVE TRAIETTORIE del network anticorpi XL, in residenza ad Armunia. I tre giorni di laboratori sono culminati in un momento di approfondimento con gli studiosi Rossella Mazzaglia e Gerardo Guccini. L’interazione con il Laboratorio Permanente di Maurizio Lupinelli, ha innescato una riflessione su quale impatto la cultura della condivisione può produrre, ampliando lo sguardo e creando nuovi cortocircuiti. Attraversamenti, contaminazioni, sono alcune delle parole chiave che Maurizio Lupinelli ha usato per raccontare il suo progetto. A queste parole il professor Gerardo Guccini ha suggerito di aggiungerne un’altra, altrettanto esplicativa del lavoro di Lupinelli: inclusione che è una categoria fondamentale per capire la visione che un individuo può avere nei confronti della società, è una categoria sociale, civile, culturale e artistica. “Cosa si fa per impedire l’esclusione? – ha chiesto Guccini- L’inclusione è contrario dell’esclusione. Partendo da queste esperienze artistiche e rimuovendo il concetto di esclusione, che è una forma di pericolo sociale, ripensiamo il concetto di democrazia. Dal punto di vista esclusivamente artistico, – ha proseguito Guccini- abbiamo assistito alla messa in campo delle proprie capacità artistiche, a disposizione di un’acquisizione di arte non rigida ma disposta a rigenerarsi continuamente, a seconda degli incontri. Una formula inedita che ha generato una differente relazione tra individuo e realtà artistiche. Le arti dovrebbero educare al pensiero positivo, a curare il teatro, a curare ciò che cura.” Il Laboratorio Permanente, aperto a chi ha scelto di confrontarsi con le diversità, di creare relazioni e scoperte con performers a tutti gli effetti, che come ha sottolineato la professoressa Rossella Mazzaglia, “nel loro essere diversi, possono aprire nuovi mondi, liberarci dai preconcetti e farci scoprire diverse abilità nei nostri corpi e nei nostri movimenti. Il corpo sociale ci induce a chiederci chi siamo? Come ci costruiamo, qual è il nostro modo di stare al mondo rispetto agli altri. Qui subentra l’assenza di giudizio. I condizionamenti che ci impone la società, la famiglia, il contesto in cui viviamo, ci attraversano. Nel laboratorio i danzatori si sono messi alla pari con gli attori del laboratorio, hanno scoperto una reciprocità che è fondamentale” la professoressa ha quindi ricordato che i giovani del percorso Nuove Traiettorie vengono dalla danza, hanno studiato una grammatica della danza, una sintassi del movimento per diventare un corpo neutro, una grammatica che pur essendo stata messa da parte, nella formazione di un danzatore, resta una tappa. Questo attraversamento è stato per loro ancor più importante e prezioso perché non è stato solo dare all’altro, ma scoprire attraverso l’altro. E’stato un percorso fondamentale perché i danzatori hanno trovato dentro di sé la capacità di darsi e di ricevere, si sono aperti a nuove possibilità, a nuovi sguardi. I Corpi ci restituiscono esperienze diverse, le cicatrici che tutti ci portiamo addosso, che rivestono il corpo e si manifestano. – quindi ha concluso Mazzaglia- L’interazione con il Laboratorio Permanente di Maurizio Lupinelli, ha innescato una riflessione su quale impatto la cultura della condivisione può produrre, ampliando lo sguardo e creando nuovi cortocircuiti“ Rivolgendosi quindi ai giovani danzatori di Nuove Traiettorie, Maurizio Lupinelli ha ricordato come “Il mio interesse è legato soprattutto a quello che non sapete fare voi e a quello che riuscite a tirare fuori dai miei ragazzi, il loro fuoco che se riusciamo ad organizzarlo diventa meraviglia” .

A cura di:
Elisabetta Cosci

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