Ciao Maestro

L’ultimo applauso per Micha van Hoecke sarà ancora d’agosto, proprio nei giorni in cui un tempo avrebbe debuttato a Castiglioncello, con un nuovo spettacolo con il quale poi avrebbe girato il mondo. Micha se n’è andato alle 23 circa, di sabato 7 agosto, all’ospedale di Massa dove era ricoverato. Micha amava profondamente Rosignano e Castiglioncello, lo aveva scelto nel 1984, qui sono nati i suoi spettacoli più belli e qui aveva comprato casa, nel borgo antico di Rosignano Marittimo dove viveva con la moglie, la danzatrice giapponese Miki Matsuse. Un legame forte lo legava a questa terra, tanto amata e talvolta ripudiata, tante volte se n’era andato sbattendo la porta ma poi era sempre tornato. Quella casa nel borgo era il suo buen retiro e quando qualche anno fa aveva deciso di sposarsi con Miki, la sua fedele compagna, danzatrice del suo Ensemble, aveva scelto il Castello Pasquini, a Castiglioncello. Massimo Paganelli aveva visto il suo “Monsieur Monsieur” nel 1981 al teatro dell’Affratellamento a Firenze, diretto da Riccardo Donnini. Micha era in tournè con il suo Ensemble di magnifici danzatori, scelti tra i migliori della scuola Mudra fondata da Bejart a Bruxelles. Uno spettacolo estremamente innovativo, grandioso che lo aveva colpito e che avrebbe voluto portare a Castiglioncello, dove nel 1982 nasceva “Così danza l’Europa”, la rassegna curata da Vittoria Ottolenghi e Leonetta Bentivoglio a Castello Pasquini. Ma i tempi non erano ancora maturi e Micha arriverà a Castiglioncello nel 1984. “Un uomo simpatico, divertente di grande cultura con un grande cappello bianco di paglia- così lo ricorda Massimo Paganelli- ci incontrammo alla cappellina nel parco del castello, dove c’era un piccolo bar. Micha voleva lasciare Tournais, la cittadina belga dove aveva sede il Ballet Theatre Ensemble di Micha van Hoecke e trasferirsi in Italia. Gli dissi che forse potevamo trovare un luogo per lui e ne parlai Giuseppe Danesin, allora sindaco di Rosignano”. La storia di Micha e Castiglioncello inizia lì nel piccolo bar nella cappellina, che poi negli anni diventerà anche per un breve periodo la sede del suo ufficio. La villa della Ragnaia diventa sede dell’Ensemble e Micha con i suoi spettacoli diventa ambasciatore di Rosignano, sui manifesti esposti in tutto il mondo, si legge “Ballet Theatre Ensemble di Micha van Hoecke di Castiglioncello.” La sua è stata un esempio di residenza artistica ante litteram, la prima in assoluto in Italia. Era un uomo coltissimo, conosceva la musica, era capace di leggere le partiture, conosceva la poesia, anche quella italiana e la grande letteratura, era un eccellente attore, il suo debutto, appena quattordicenne era stato in un film e poi come non ricordare il suo indimenticabile Bolero danzato da Jorge Donn nel finale del film “Les uns les autres” di Claude Lelouch. Micha era divertente, ironico, amava ridere e raccontare barzellette, gli piaceva giocare a biliardo, a carambola, indimenticabili le sue lunghe chiacchierate in cui raccontava di suo padre, pittore belga, di sua madre musicista e cantante fuggita dalla Russia durante la rivoluzione, di sua zia, grande danzatrice amata dalla Pavlova, degli anni parigini e degli incontri con i grandi protagonisti della cultura.E’ stato uno straordinario interprete del nostro secolo, un Maestro, per noi che abbiamo avuto la fortuna di lavorare e condividere con lui tanta vita e tanto lavoro sul palcoscenico. Ci resta il ricordo indelebile del suo rigore estetico, della sua grande capacità di far muovere i suoi danzatori come fossero un corpo unico, la sua follia creativa, le sue ire furibonde in nome della perfezione e la sua leggerezza nel saper chiedere scusa un attimo dopo. Ci mancherai, tanto, caro Maestro Micha.    

Armunia Festival Costa degli Etruschi                    

A cura di:
Elisabetta Cosci

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