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I laboratori di Armunia: usare il teatro e la danza per affrontare le difficoltà quotidiane. In arrivo i nuovi appuntamenti

Grande successo per i laboratori e workshop gratuiti organizzati da Armunia con gli artisti in residenza, che hanno riscosso un’inaspettata risposta, registrando in pochi giorni il tutto esaurito e coinvolgendo un pubblico traversale dai 17 ai 70 anni. I primi appuntamenti, che costituiscono il progetto G.I.O.I.A, hanno visto Silvia Gribaudi lavorare sul “corpo di ballo” e Teatro Sotterraneo sui linguaggi. Il Percorso di formazione artistica avviato da Armunia ha infatti attirato utenti curiosi che hanno deciso di mettersi in gioco sperimentando tecniche e momenti di condivisione. Silvia Gribaudi è partita dalla domanda come possiamo essere un corpo di ballo oggi e soprattutto cosa vuol dire essere un corpo e una comunità. Il corpo di ballo è nella danza il gruppo formato dai danzatori e le danzatrici che non ricoprono il ruolo di solisti ed equivale al coro dell’opera lirica. Svolge le parti di insieme di un balletto e spesso accompagna come sfondo le evoluzioni dei solisti e dei primi ballerini. I danzatori del corps de ballet devono eseguire i passi all’unisono. E’ la loro unità che li rende unici e potenti. Come sempre accade con Silvia Gribaudi, anche in questo laboratorio si è affrontato con ironia e vitalità il gioco di creare un CORPO DI BALLO, ma con l’accezione di CORPO COMUNITARIO, valorizzando le sue molteplici diversità, esaltando la bellezza dei contrasti pur all’interno di un corpo collettivo. Il secondo laboratorio era invece condotto da Teatro Sotterraneo.  Il focus di “Pangea Lab” era posto sulla questione del linguaggio come strumento di comunicazione prettamente umano che crea connessioni e fraintendimenti, sulle lingue umane, sul potere delle parole in senso aggregativo e potenzialmente rivoluzionario ma anche nelle sue derive totalitaristiche e coloniali. Parole da tutto il mondo per aiutare a guardare meglio dentro le maglie del tessuto sociale, etico e culturale dell’homo sapiens. Ai laboratori hanno partecipato, come occhi esterni, anche i ragazzi del Progetto teens per Armunia, il laboratorio curato da Simone Pacini, consulente free lance di comunicazione, formazione e organizzazione in ambito culturale che tiene lezioni e workshop di “social media storytelling” per la cultura, in collaborazione con università e imprese culturali. Il progetto dedicato agli studenti delle scuole superiori è stato un laboratorio teorico-pratico per insegnare ai ragazzi a vivere un evento culturale in modo interattivo, vivendolo dall’interno, in modo divertente, utilizzando gli strumenti con i quali hanno più confidenza: smartphone e fotocamere! Simone Pacini ha insegnato loro l’utilizzo attivo dei social media insegnando loro e tecniche per diventare “social media reporter” degli eventi a cui hanno partecipato, dai laboratori, ai racconti del dietro le quinte degli spettacoli, dei luoghi che li ospitano e delle persone che li realizzano, fino agli incontri con gli artisti stessi in residenza ad Armunia. Collegando i social agli eventi culturali il progetto intende sensibilizzare verso un uso consapevole, creativo e non aggressivo dei nuovi media. E’ andata così che alla fine anche alcuni adulti hanno chiesto di partecipare ai laboratori teens sull’uso dei nuovi media e i ragazzi e le ragazze hanno partecipato ai laboratori che invece erano riservati agli adulti, creando una singolare sintonia tra diverse generazioni. La grande richiesta e partecipazione ha indotto Armunia a replicare e Simone Pacini tornerà con “The Armoonias” (così i ragazzi e le ragazze hanno deciso di chiamare sui social le loro pagine, create appositamente durante il laboratorio) martedì 12 e mercoledì 13 e poi di nuovo mercoledì 20, giovedì 21 e venerdì 22 Aprile. La nuova tranche del laboratorio teens per ragazzi tra i 17 e i 20 anni potrà ricevere nuove iscrizioni, aprendo a più partecipanti che possono unirsi al team. Il 29, 30 e 31 marzo intanto riprenderanno gli appuntamenti di G.I.O.I.A con S.O.S PERSONAGGIO il mio personaggio teatrale mi aiuta a…, laboratorio condotto da Antonella Questa. Quante volte ci siamo trovati di fronte ad un problema insormontabile? Quante volte abbiamo pensato “non ce la farò mai”? E se la soluzione fosse già dentro di noi? E se quella soluzione potesse essere d’aiuto anche ad altri? Antonella Questa, spinta dalla sua ricerca sul tema della relazione, convinta delle potenzialità sopite che ognuno di noi si porta dentro, ha immaginato un gioco corale e molto divertente con i nostri personaggi teatrali interiori, quella sorta di amici immaginari che se sapientemente interrogati, possono aiutarci a risolvere problemi e situazioni quotidiane all’apparenza impossibili. Una specie di geni della lampada che abbiamo dentro e che ci possono ricordare, il vero genio, siamo proprio noi. L’ultimo lab sarà musicale a cura di Pino Basile e Michele Ciccimarra: ECO SOUND tra memoria, tradizione e modernità. Un laboratorio di educazione ambientale, di recupero della memoria storica, di educazione alla creatività, alla manipolazione, alla costruzione di strumenti e oggetti sonori sia reali, legati alla tradizione musicale del sud Italia, che puramente inventati. Partendo dalla raccolta di materiali direttamente dalla natura, ma anche dal proprio vissuto domestico, saranno costruiti strumenti e oggetti sonori ispirati alla tradizione del sud del mediterraneo. La settimana di laboratorio e di esperienza musicale collettiva, culminerà con un momento di restituzione e di apertura al territorio che prenderà la forma di una festa concerto all’aperto domenica 1° maggio 2022.

A cura di:
Elisabetta Cosci

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