IL FIORE AZZURRO

Comunicato Stampa

DOMENICA 18 MARZO alle ORE 16.15, nella Sala del Camino di Castello Pasquini, a Castiglioncello,  nell’ambito della stagione TEATRO FAMIGLIA di Armunia, la Compagnia Burambò presenta IL FIORE AZZURRO. Lo spettacolo, vincitore del Premio In-Box Verde 2017, è una narrazione che s’ispira ad una storia popolare zigana. In scena una narratrice e un pupazzo. Una scena essenziale, due cubi di legno e una pedana per dare inizio ad un viaggio. Un viaggio attraverso la storia di un popolo, quello tzigano, attraverso l’accettazione del diverso, il superamento delle avversità della vita, l’amicizia e la capacità di immaginare che il proprio destino non sia scritto ma è in continuo cambiamento. L’attrice Daria Paoletta riscrive la storia appartenente alla tradizione zigana, dal titolo “Il fiore azzurro”. In scena con lei un pupazzo con il quale dà vita ad dialogo tra le due parti: il teatro di figura e la tecnica della narrazione. Tzigo, questo il nome del protagonista della storia, è una figura in gommapiuma scolpita da Raffaele Scarimboli, che decide di mettersi in cammino sulla strada ‘alla ricerca della fortuna e della felicità’. Un viaggio iniziatico, dove l’andare di Tzigo corrisponde ad una ricerca identitaria. La narratrice è per Tzigo un’amica, una compagna, una spalla su cui piangere e, al tempo stesso, colei che disegna per lui gli spazi, attraverso un utilizzo sapiente della sua voce e del suo corpo d’attrice. Tzigo dal bosco si ritrova a casa della strega, dalla tomba della sua mamma alla caverna dei nanetti. L’eroe di questa storia popolare descrive l’antico andare, quello dei passi lenti, attraversando le stagioni, incontrando aiutanti magici, l’alternarsi del giorno e della notte, e tutto ciò crea il tempo necessario in cui si favorisce la crescita. Esso diventa il tempo delle scoperte, delle paure e dei silenzi, il tempo delle domande. Cosa sono la fortuna e la felicità? Cosa significa essere zigano, oggi? Chi ha scritto la sua storia?

La sfida autentica del linguaggio teatrale è di condurre anche i più piccoli alle domande della vita, senza cadere nella retorica, senza dare risposte preconfezionate. La fiaba è ricca di spunti per riflettere attraverso la leggerezza e il gioco, insiti nel linguaggio teatrale e, nello specifico, nell’utilizzo della figura. Una scrittura, quella di Daria Paoletta, ricca di dettagli che, al tempo stesso, si pone l’obiettivo di non definire tutto, affidando alla fantasia del pubblico la libertà di immaginare. In alcuni punti della storia è indispensabile che il pubblico faccia delle scelte concrete che decideranno il corso della storia, nel tentativo di creare un ulteriore dialogo tra il palco e la platea. Il fiore azzurro è una specie di guida per il giovane zigano che seguirà fino a quando non avrà compiuto il suo percorso di formazione. Con un linguaggio ironico ed efficace, attraverso l’arte della parola e dell’immaginazione, Daria Paoletta dà vita ad animali parlanti, streghe e nanetti. In questo mondo, in cui il vero si mischia al magico, la riflessione per l’accettazione dell’altro, il superamento delle avversità e la storia di un popolo antico che facciamo fatica a riconoscere oggi. L’età consigliata per la visione dello spettacolo è dai 7 anni in poi.

La compagnia Burambò nasce a Foggia nel 1996 con Daria Paoletta e Raffaele Scarimboli, che dopo una lunga esperienza di Teatro per Ragazzi approdano ad un Teatro di figura rivolto non solo ad un pubblico di bambini. La Compagnia inizia con l’utilizzo di burattini in baracca tradizionale, approfondendo poi sempre più la sua ricerca di materiali e tecniche sperimentali: dall’uso della cartapesta fino alla costruzione di marionette da tavolo e pupazzi in gommapiuma e legno di varie dimensioni, tali da affiancare l’attore sulla scena e con lui interagire. La Compagnia è riconosciuta a livello nazionale ed internazionale. Diversi i premi vinti, tra cui il Premio Eolo Awards 2012 al titolo Secondo Pinocchio come miglior spettacolo nazionale di teatro di figura e Premio Festebà 2012 come miglior spettacolo per lo stesso titolo assegnato a Ferrara. Premio Eolo Awards 2014 ad Amore e Psiche come miglior spettacolo nazionale di teatro di narrazione.

Ufficio stampa elisabetta cosci elisabettacosci.stampa@gmail.com tel 0586753707 mob. 339 5711927

A cura di:
Redazione Armunia

STAMPA

Condividi con gli amici

Potrebbero interessarti

Carmelo Alù – Armunia Inequilibrio XXI – foto di Antonio Ficai

Carmelo Alù porta in scena Jon Fosse con un’identità italiana

Intervista di Alessandro Leoncini Carmelo Alù è un giovane attore e regista in residenza artistica al Castello Pasquini per lavorare sull’opera che presenterà alla ventunesima edizione del festival INEQUILIBRIO dal titolo Cani morti. L’opera è tratta da The dead dogs testo teatrale dell’autore norvegese Jon Fosse. Carmelo Alù ha...

latinipizzech

INCONTRI CON IL PUBBLICO

L’incontro con Alessio Pizzech del 10 aprile è stato posticipato alle ore 18 Roberto Latini regista interprete e drammaturgo di AMLETO + DIE FORTINBRASMASCHINE una riscrittura, della Compagnia Fortebraccio Teatro in scena Sabato 1 Aprile – Ore 21.15 al Teatro Solvay – Rosignano Solvay (LI) per la stagione di...

Industria Indipendente e Annamaria Ajmone – foto di Antonio Ficai

AttiKa. Il nuovo progetto firmato Ajmone – Industria Indipendente

di Benedetta Pratelli “Il progetto si chiama Attika prendendo spunto dall’episodio della rivolta della prigione di “Attica”, diventato poi urlo di protesta durante la rivolta delle carceri nell’omonima città americana nel 1971. Ci interessava l’idea della sovversione come termine etimologico: modificare lo sguardo, la presenza dei corpi, dello spazio…...