ARMUNIA
EURIDICE NON PUO' TORNARE
EURIDICE NON PUO' TORNARE
QUANDO

2026-07-02 -> 2026-07-02

DOVE

Spazio Pozzo - Castello Pasquini

TIPOLOGIA

Teatro

BIGLIETTO
Marcello Sambati

EURIDICE NON PUO' TORNARE

L'opera di danza e poesia ripercorre uno dei miti sull’oltretomba e sull’amore più antichi e più presenti nell’arte greca, ma anche etrusca.

La figura mitologica di Euridice ci incanta, ci sospende, ci incatena alla voce secolare che la vuole donna non più raggiungibile, bene supremo di cui si perde il contatto e la vista, nell’oscurità di ogni luogo e di ogni tempo, reali e immaginari. Ci trattiene sulla soglia, sulla percezione minima, sottile di quell’unico passo irriducibile e definitivo… in uno stordimento che solo l’esperienza fisica del limite o lo struggimento per una sensazione possono provocare nell’animo umano. Nel linguaggio acre e intimo delle grandi leggende si ritorna alle radici vive dei bisogni e misteri primari. La poesia con le sue immagini è l’unica arma in grado di rendere docile una materia così tagliente, di avvicinarsi dolcemente alle fragilità umane e divine.

Lo spettacolo si ispira alla silloge “Le forme della polvere” di Marcello Sambati. Edizioni Lyriks, 2026

Durata 30’

Marcello Sambati, poeta e autore teatrale, inizia la sua attività di ricerca teatrale negli anni settanta, prima all’interno della compagnia  Gruppo Teatro e in seguito fondando la compagnia Teatro degli Artieri. Nel 1980, insieme a Elsa Di Bartolo e Massimo Ciccolini, fonda a Roma L’Associazione Dark Camera,  Compagnia teatrale sperimentale, e il teatro Furio Camillo, punto di riferimento per la nuova generazione di attori, scrittori, e critici teatrali.

Dall’inizio arcaico di Frantoio e latte materno (1975) alla rarefazione di  Koto Ba (1995) inizia un lungo processo di smaterializzazione e di svuotamento: nelle tappe di Nature e Avventura, nell’ambito degli scenari ideati da Giuseppe Bartolucci a Roma (1980 e 1981): Paesaggi Metropolitani, presentati a Vienna nel 1982; dalla ripresa della scrittura poetica di Stato solitario di allarme e Pezzi del buio (1985 e 1987), fino allo spettacolo più significativo di quegli anni, Ecce Homo per Friedrich N. (1988) presentato l’anno successivo a New York durante il festival del teatro italiano.

A partire dagli anni novanta la produzione artistica è sostenuta sempre di più da una intensa attività di laboratorio e dall’organizzazione di eventi di spettacolo multidisciplinari.

danza Alessandra Cristiani
voce e testo Marcello Sambati
sonorità Claudio Moneta, Marcello Sambati

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